La Teoria è in continuo aggiornamento
Nota sulla Versione 4.0 – La presente revisione consolida l’impianto teorico ridefinendo la deduzione meccanica della rotazione fondata sulla conservazione del momento angolare originario, la distinzione metodologica tra età visibile ed età reale del sistema con la relativa scala temporale cosmica, nonché l’interpretazione geometrica del redshift e della Radiazione Cosmica di Fondo (CMB
Continua a leggere l’universo secondo i principi della fisica classica Modello (MSO)
v4.0 Ottobre 2026
Nel nucleo del Macro-Sistema Ospitante (MSO), la materia è sottoposta a sollecitazioni gravitazionali e pressorie estreme che non consentono il mantenimento della normale struttura atomica. In questo ambiente, essa transita progressivamente verso una fase energetica altamente compressa e caratterizzata da densità elevatissime, definita “fluido energetico”.
La continua compressione genera una contropressione interna capace di bilanciare il peso degli strati superiori della macro-struttura, dando origine a un equilibrio idrostatico dinamico. Questo stato rappresenta una condizione di stabilità temporanea. Con l’aumento progressivo della pressione e della densità del fluido energetico, il nucleo raggiunge una configurazione sempre più critica, avvicinandosi alla successiva fase di instabilità strutturale.
Il principale fattore di instabilità è rappresentato dalla dinamica rotazionale dell’MSO. Il momento angolare del sistema esercita una sollecitazione continua sulla massa energetica del nucleo: mentre la gravità tende a comprimere la materia verso il centro, la rotazione altera progressivamente l’equilibrio interno della macro-struttura, generando tensioni sempre più intense.
Con l’aumento della pressione e delle sollecitazioni interne, il sistema raggiunge una condizione in cui il bilanciamento tra compressione gravitazionale e spinta rotazionale non riesce più a mantenersi. In simili condizioni estreme, il limite di stabilità meccanica viene superato e l’equilibrio idrostatico collassa, generando nel cuore del nucleo una discontinuità fisica interna.
Questo evento viene identificato nelle teorie standard come il Big Bang, inteso come unico evento di origine dell’universo. Nel presente modello, tale discontinuità viene reinterpretata come l’inizio di una fase di transizione tra uno stato di compressione estrema e la successiva riorganizzazione dinamica del sistema.
2.2 – Il collasso dell’equilibrio idrostatico e l’innesco del flusso
La rottura dell’equilibrio non determina una distensione del sistema; al contrario, la violenza e l’estrema rapidità dell’evento innescano una successione inarrestabile di processi. La combinazione simultanea di elevate velocità cinematiche, temperature estreme e pressioni insostenibili converge verso un punto critico, culminando nel collasso gravitazionale e nella genesi della singolarità. Quest’ultima agisce come un vettore di assorbimento meccanico, provvedendo al drenaggio del fluido energetico in eccedenza accumulato nella zona di discontinuità, che altrimenti minaccerebbe l’integrità del sistema macroscopico.
La prima singolarità, attraverso il drenaggio e l’inglobamento di quantità incalcolabili di fluido energetico, altera definitivamente l’omogeneità strutturale del nucleo del Macro-Sistema Ospitante (MSO). Questo processo di assorbimento concentrato genera un’immediata caduta di pressione nelle regioni circostanti, creando una macro-cavità caratterizzata da una densità significativamente inferiore rispetto all’ambiente originario.
Privata del suo equilibrio idrostatico e sottoposta alla spinta contraria delle masse esterne, la struttura interna perde stabilità: il fluido energetico circostante comincia a riversarsi con potenza parossistica verso queste zone di minore pressione, trasformando una condizione statica in un dominio puramente dinamico.
2.3 – Reazione a catena e moltiplicazione delle singolarità
Il movimento del fluido energetico verso la cavità a bassa pressione non si sviluppa in modo ordinato, ma come un flusso violento e caotico. La convergenza di queste immani masse in movimento genera sollecitazioni cinetiche estreme, dove l’elevatissima velocità di scorrimento e le collisioni tra flussi determinano un incremento esponenziale del calore locale e picchi di pressione dinamica improvvisi.
In questo ambiente saturato da energie contrastanti, nella struttura del flusso si creano nodi di turbolenza e punti di accumulo critico localizzati.
In corrispondenza di questi nodi di massima sollecitazione cinetica, termica e pressoria, il fluido energetico viene forzato oltre il proprio limite di coesione, innescando nuovi collassi gravitazionali locali. Ognuno di questi punti di rottura lungo il perimetro della cavità determina la nascita di una singolarità che inizia a esercitare la propria azione di assorbimento e genera ulteriori aree di bassa pressione nello spazio circostante.
Il processo si configura così come un evento a catena autosostenuto: la continua creazione di singolarità e il conseguente richiamo del fluido energetico si distribuiscono nello spazio seguendo i gradienti di pressione generati, definendo l’architettura e l’espansione volumetrica del sistema cosmico in formazione.
2.4 – Formazione del vuoto funzionale
L’azione delle singolarità produce una progressiva rarefazione delle regioni limitrofe. Man mano che il fluido energetico in eccesso viene assorbito, si formano aree caratterizzate da densità significativamente inferiori rispetto allo stato originario. Tali regioni costituiscono il cosiddetto vuoto funzionale: non un vuoto assoluto, ma una configurazione meno compressa e più stabile dal punto di vista dinamico rispetto all’ambiente iniziale del nucleo del MSO.
La comparsa del vuoto funzionale rappresenta il primo passaggio verso una riorganizzazione strutturale del sistema cosmico. La riduzione della pressione estrema consente alla materia di avviare processi di aggregazione e differenziazione prima impossibili nelle condizioni originarie del Macro-Sistema Ospitante (MSO).
L’universo emerge così, non come una creazione istantanea dal nulla, ma come il risultato di una trasformazione meccanica interna a un sistema preesistente, in cui collasso gravitazionale, redistribuzione energetica e rarefazione progressiva concorrono alla formazione della nuova configurazione strutturale cosmica.
Continua a leggere l’universo secondo i principi della fisica classica Modello (MSO)
v4.0 Ottobre 2026
Il Sito è Pubblicato in Svizzera Sotto Le Leggi Della Confederazione